FINALITA' E METODO
CARATTERISTICHE GENERALI DELL’ASSOCIAZIONE
AREA DI INTERVENTO
L'Associazione Incontro e Presenza, nata a Milano nel 1986, si occupa del mondo
della detenzione in una prospettiva di affronto globale delle persone detenute e
dei loro bisogni.
L'Associazione, operante sul territorio di Milano e provincia, è in rapporto con
esperienze analoghe -di cui ha stimolato la nascita- in altre città italiane
(Forlì, Torino, ecc.).
In particolare nell'area milanese l'Associazione svolge molteplici attività
nella Casa Circondariale di San Vittore, nel nuovo Carcere di Bollate, in quello
di Monza e nell'Istituto Minorile Beccaria di Milano.
FINALITA' E METODOLOGIA DELL'ASSOCIAZIONE
Finalità della nostra Associazione sono il sostegno morale e materiale dei
detenuti e la valorizzazione delle loro energie e capacità positive (di studio,
di lavoro, di ricostruzione della propria identità), accompagnandoli fino in
fondo nel loro percorso di trasformazione umana, trasformazione che può attuarsi
da parte delle persone in carcere nei confronti di se stesse, della propria
immagine e dei loro rapporti con la società.
In altri termini, all'interno di una ricca e molteplice trama di relazioni tra
soggetti interni ed esterni al carcere, si avvia per i detenuti un processo di
riattivazione e stimolazione delle motivazioni a percorrere un iter formativo,
rivolto ad una progressiva scoperta del sé più autentico e dinamico, del sociale
e del mondo del lavoro.
Queste finalità sono perseguite:
A) Assistendo i ristretti all'interno delle carceri;
B) Accompagnandoli con la nostra presenza nei periodi dei permessi premio, e
nell'esecuzione delle cosiddette "misure alternative" (cioè modalità di pene
diverse dalla pura carcerazione), quali semilibertà, affidamento in prova,
arresti domiciliari;
C) Sostenendoli nel momento cruciale del rientro nella società a fine pena, e
successivamente, fintanto che l'ex detenuto sceglie di continuare il rapporto
con i nostri volontari.
D) Supportando e assistendo in modo più approfondito e sistematico le famiglie
indigenti dei detenuti ristretti.
Il criterio metodologico fondamentale, comunque, di Incontro e Presenza è che
alla base di ogni azione e di ogni progetto deve necessariamente avvenire
l'incontro reale tra volontario e detenuto: il che significa un rapporto
paritetico, all'interno del quale, in una provocazione reciproca, ognuno è
chiamato a mettere in gioco la propria libertà, la propria ragione e le proprie
risorse.
Il rapporto tra volontario e detenuto avviene su un piano di dinamica
pariteticità, in quanto ciascun membro dell'Associazione è permanentemente
educato alla coscienza del comune limite umano, ed insieme, dell'esigenza
radicale presente in ogni persona di realizzazione compiuta della propria
umanità, che è la propria vera forza di crescita e cambiamento.
Dall'applicazione di tale metodica deriva di conseguenza la pratica di compagnia
sopraindicata, che può durare diversi anni, attenta a tutti i bisogni e tesa a
realizzare ogni possibile risposta.