MADRE MIRELLA DELLE CARCERI
Tempi n.34 del 14 Agosto 2003
da politico e insegnante a fondatrice di una grande opera di carità nelle prigioni lombarde. dove perfino nel raggio dei condannati per stupro e pedofilia, non il male ma la misericordia di una presenza è l’ultima parola.
di Riccardi Fulvia
Più che il dar da mangiare agli affamati e da bere agli assetati, più che il
visitare gli ammalati e ospitare i pellegrini, delle sette opere di misericordia
corporale quella che soprattutto colpì Mirella Bocchini, il giorno della sua
prima comunione, fu il dovere di visitare i carcerati; oggi si può certamente
affermare abbia messo a frutto quella sua infantile intuizione: Mirella è
presidente di “Incontro e Presenza”, opera non profit che dalla nascita, nel
1986 a Milano, si occupa del mondo dei detenuti. L’anno prima della fondazione,
in qualità di consigliere comunale di Milano, Mirella visitò le celle del
carcere di S. Vittore. «Il giorno stesso - ricorda - appena uscita da quelle
mura, la realtà lancinante del luogo visitato mi indusse a raccogliere alcuni
amici, tra cui ve ne erano alcuni che si erano già appassionatamente occupati di
problemi di emarginazione sociale, per fare qualcosa, ma soprattutto capire
qualcosa rispetto a quel mondo chiuso». Dopo poco da quella visita fu contattata
da un gruppo di detenuti, ex-militanti di “Prima Linea”, in libertà provvisoria:
cominciarono a vedersi regolarmente, a raccontare le proprie storie, della vita
in carcere; nei mesi successivi, dopo i colloqui con padre Bachelet, cappellano
di S. Vittore, e don Luigi Melesi, venne formalizzata la nascita
dell’associazione di volontari. Da allora “Incontro e Presenza” è operante nel
territorio di Milano e provincia nella Casa Circondariale di San Vittore, nel
nuovo carcere di Bollate, in quello di Monza e nell’Istituto Minorile Beccaria
di Milano, e costantemente in rapporto con esperienze analoghe, talora nate sul
suo esempio, in altre città come Forlì e Torino. Attraverso l’incontro personale
e paritetico con i volontari di “Incontro e Presenza” è dato al detenuto
sostegno morale e materiale, le sue capacità e i suoi desideri di studio, lavoro
e trasformazione umana sono sostenuti e accompagnati.
Suor Viola “Vallanzasca”
Angela, in passato componente della banda “Vallanzasca”, ora suor Viola, disse
queste parole a Mirella Bocchini: «Tu devi stare di fronte alla persona detenuta
guardandola in modo che lei veda riflesso nei tuoi occhi il suo io vero, e
questo io vero totalmente abbracciato da te, tutto il resto sono quisquilie, si
possono fare, non fare, cambiare…». In un mondo schiacciato da contraddizione,
disperazione e sofferenza come quello del carcere, in modo paradossale e quasi
misterioso, i volontari quotidianamente incontrano uomini vogliosi di mettersi
in piedi e camminare, di lavorare, di costruire, di creare, di allacciare
rapporti con tutta la società; mossi dal desiderio profondo non solo di
recuperare i propri legami affettivi, continuamente resi precari e negati,
spesso fino alla perdita, dalla lontananza, bensì anche di incontrare altri
uomini, compagni di viaggio, con cui condividere veramente un’esperienza di
cammino. Per dare efficace risposta ai bisogni dei carcerati sono nati
molteplici progetti: il “Progetto Dignità”, ad esempio, fornitura di vestiario
ed articoli igienici in San Vittore, vista l’estrema indigenza di migliaia di
detenuti; l’associazione ha provveduto, su richiesta dello stesso direttore di
San Vittore, Luigi Pagano, al recupero di indumenti e biancheria intima,
garantendo, grazie al continuativo aiuto economico di enti pubblici e privati,
almeno lo stretto necessario ai numerosi indigenti del carcere. E ancora,
progetti riguardanti attività ricreative e sportive, sostegno ai familiari,
sportello informativo e primo soccorso, mostre mercato, collaborazioni con
strutture ed agenzie lavorative, reinserimento sociale e strutture abitative,
impegno culturale, di informazione e relazioni pubbliche, formazione dei soci,
volontari e simpatizzanti.
Libertà è uno spirto gentil
Si è anche organizzata una guida all’ascolto della musica classica attraverso la
collana di Cd “Spirto Gentil” curata da Luigi Giussani che ora “Incontro e
Presenza” sta riproponendo tra i detenuti del secondo raggio, condannati per
reati di stupro e pedofilia. «Tutte queste azioni, gesti, opere» dice Mirella
Bocchini «che nascono come naturale conseguenza di un atteggiamento seriamente
impegnato con l’umanità del detenuto in quanto tale hanno valore reale per loro
e per noi. L’urgenza, la domanda che questi uomini pongono è radicale e mette a
nudo la nostra posizione umana, l’enigma della nostra limitatezza. Ecco perché
ritengo assolutamente impossibile “durare” in un atteggiamento serio lavorando
individualmente: occorre avere vicino non un gruppo o un’associazione in senso
tecnico, ma degli amici, con cui confrontarsi e sostenersi, sperimentando con
loro almeno un brandello di quella vita più felice e più vera che il detenuto
vuole vedere attraverso noi».